Delusioni cerasane

Stefano | Società,Storie Cerasane | mercoledì, marzo 23rd, 2005

E’ da un pò di tempo che mi frulla in testa l’idea di aprire un blog, ma non ho mai trovato un argomento di interesse che mi potesse garantire a priori una costanza nel suo periodico aggiornamento.

Proprio oggi una delusione mi ha dato lo spunto per ripensare a questo spazio web ed alla sua valenza come mia valvola di sfogo per le tante delusioni che mi riserva quotidianamente la nostra società, anche nelle piccole cose.

La prima, non che non ne abbia mai avute, ma diciamo quella che ha fatto “traboccare il vaso” nasce da una questione “politica”. Non perchè mi sia mai impegnato in prima persona in tal senso, ma pittosto per l’operato di coloro che grazie al mio voto insiame a quello di tanti altri miei compaesani, ad oggi si trovano a ricoprire funzioni amministrative nel comune di San Costanzo.

Ho letto sul sito di Fano tv che durante il prossimo consiglio comunale previsto per il giorno del giovedì santo, si voterà la vendita all’ IACP dell’unico edificio pubblico presente nella nostra frazione di Cerasa, l’edificio dove fino a 20 anni fa diverse generazioni di cerasani hanno avuto la loro prima esperienza scolastica (parliamo all’incirca di un secolo di storia).

La delusione è legata al fatto che tale scelta politica viene da una coalizione che si dichiara di “sinistra” come di tale verso sono state tutte le amministrazioni che si sono susseguite da 50 anni a questa parte nel nostro comune.

Una sinistra che pensavo avesse una spiccata sensibilità verso temi sociali, aggregativi e culturali e che si facesse garante di sani principi di condivisione e fruizione del bene pubblico (almeno sempre così si sono “venduti” quando mi hanno chiesto il voto denigrando le linee politiche avversarie basate a loro dire sul “patrimonio personale di un imprenditore”), spinta da ragioni che possono essere solo economiche decide ad alienare un edificio pubblico che ha una valenza rappresentativa come simbolo di pubblica aggregazione sociale per tutti i cerasani.

Ma aspetta…

    gli imprenditori stabiliscono il loro operare attraverso principi di redditività ed a capo del governo italiano abbiamo un ex-imprenditore
    coloro che si dichiarano di sinistra alienano un bene pubblico perchè non ha più una valenza economica.
    chi tutela quegli interessi sociali che non hanno un diretto riscontro economico?

A questo punto non vedo altra risposta che non: “NESSUNO“.

Bene allora questa delusione mi ha fatto capire qualcosa… non posso prendermela con nessuno.

Chi vuole può commentare.

Stefano

Rimandi esterni

  • Un articolo sul Corriere Adriatico
  • 15 commenti »

    1. Delusioni Cerasane

      Caro Stefano
      è bello vedere che attorno ad un problema, ad una scelta, qualcuno si senta coinvolto e cominci a dire la sua ! questa è la sana politica che a me piace tanto. Dal confronto sereno e pacato, dalla condivisione di idee diverse senza pregiudizi a monte si puo’ arrivare a fare scelte comuni che siano orientate al “BENE COMUNE” ossia al bene della maggioranza dei cittadini e a cio’ che è giuto.
      Il caso specifico della scuola è sicuramente uno di quei fatti dove forse non si sono sinora tenute in considerazioni le esigenze e le volontà di quanti abitano il territorio.
      Concordo con l’idea che la scuola, per la sua storia e per la sua posizione sia l’edificio ottimale per dare un servizio ai cittadini. Spostare questo luogo di ritrovo e culla della cultura locale non farebbe che impoverire il centro del paese. Il luogo è infatti centrale e rende possibile a tutti (anche a chi ha piu’ difficoltà di spostamento) la sua fruizione.
      Allora perchè si decide di vendere ?
      anche io aspetto informazioni in merito.

      Commento di M.G. — 23 marzo 2005 @ 9:55

    2. Caro Stefano,
      speriamo di riuscire a vincere questa causa, e di vedere anche quello stabile (la ex-scuola) come tale, e non come appartamenti.
      E’ non solo un simbolo, ma di più, c’è da sempre e deve esserci per sempre, in quanto ognuno che è vissuto in questo paesino, l’ha frequentata, e quindi ci tiene parecchio.
      speriamo bene, e lunga vita alla scuola.
      Con la lettera si è cercato di mobilitare qualcosa che impedisca questo mancamento, e speriamo che serva a qualcosa.
      Aspettando buone nuove.
      Ti saluto.
      Buon Lavoro !

      Commento di Urbins — 23 marzo 2005 @ 8:47

    3. Naturalmente spero anche io che questa protesta fatta in extremis producesse qualche beneficio nella vicenda, però non posso esimermi dal manifestare il mio pessimismo.
      Oltre la delusione “sentimentale” che proviamo nel vederci mutilati di una parte della nostra storia personale e comunitaria è triste verificare come questa scelta, che ne accompagna molte altre, non abbia alcun fondamento urbanistico (inteso nel senso più stretto del termine: come studio della storia e dello sviluppo della cttà). Oltretutto nel centro del paese verrà a mancare il marchio di rappresentanza della comunità… e per fortuna che svariati decenni fa qualcuno pensò di costruire una torre civica!! se no che tristezza pensare di abitare in quartiere dormitorio, sobborgo di un’attiva cittadina marchigiana!
      L’unica nota positiva che vedo in seno a questa vicenda è il dibattito che sta sviluppandosi… chissà che non sia una buona palestra per i nostri cervelli.

      Commento di SD — 24 marzo 2005 @ 10:19

    4. L’argomento del blog mi sta molto a cuore, per tante ragioni, più o meno ovvie, pubbliche e private. Istintivamente poi sono sempre dalla parte (chissà perchè) di coloro che si attivano e discutono, anche se penso che non bisognerebbe mai cadere nel qualunquismo (ad es., perchè chi è intervenuto prima di me ha ritenuto di non firmarsi con nome e cognome?). La scuola a Cerasa, per quello che ha rappresentato “moralmente” e urbanisticamente per la collettività, è molto importante, ma esistono anche altri spazi, su cui bisognerebbe riflettere prima che arrivi qualche altro progetto calato dall’alto. Penso ad esempio alla piazzetta, cioè a quello spazio accessibile attraverso la porta, sui cui si affaccia la chiesa, un ex monastero recentemente restaurato e di notevole pregio architettonico nella sua facciata esterna e un contorno di case visivamente pregevoli. La piazzetta ora è un parcheggio e ha perso qualunque funzione socializzante, mentre a mio parere meriterebbe una megliore funzione e una forte valorizzazione. La destinanzione della scuola è un problema, ma è anche vero che non si può tenere un edificio senza interventi di manutenzione e senza una destinazione. Perchè non convocate – come gruppo – una riunione con sindaco e amministratori per parlarne insieme? ad es. si potrebbe anche proporre una soluzione di questo tipo: benissimo un intervento per 8 appartamenti per giovani coppie a carico dello Iacp, ma con la clausola che una superficie a pianoterra di x mq venga destinata a fruizione pubblica e culturale (circolo giovanile, o per anziani, mediateca, biblioteca – a proposito: S.Costanzo è uno dei pochi comuni in cui non c’è una biblioteca funzionante – sala mostre, sala di ascolto musicale, ecc.). Invece di 8 appartamenti, facciamo 6 appartamenti e qualcosa per la vita sociale e culturale di Cerasa. E poi cerchiamo di riportare la piazza a qualcosa di veramente degno di questo nome, dandoci da fare perchè le automobili non mangino tutti gli spazi comuni e la vita di chi ci vive.
      Con cordialità
      Paolo Sorcinelli

      Commento di Paolo Sorcinelli — 24 marzo 2005 @ 12:36

    5. E’ apparsa qui una prima risposta del sig. Sindaco di San Costanzo sul crescente disappunto che stà interessando la comunità cerasana sulla vandita dell’ex edificio scolastico.

      Non mi sembra una risposta degna ad una protesta che basa le proprie fondamenta sulla valenza storico-culturale che l’edificio rappresenta per noi tutti.

      Come si può affermare che 8 appartementi abbiano “una grande funzione sociale valorizzando il centro storico di Cerasa.” Forse significa che la storia del nostro paese andrà letta nei soggiorni del ristrutturato condominio cerasano?

      Prepariamoci, forse fra un pò l’amministrazione non troverà alcuna valenza culturale neanche nel castello, nella torre civica o nelle mura (per quest’ultimo monumento hanno ampiamente dimostrato la loro compenza nella ristrutturazione con blocchi forati).

      Saluti

      Commento di Stefano — 24 marzo 2005 @ 12:41

    6. Ringrazio il Prof. Sorcinelli per il suo gradito intervento dal quale mi permetto di prendere spunto per alcune riflessioni.

      Anche io apprezzerei, come penso molti altri, un vero rapporto di dialogo fra istituzioni pubbliche e comunità, cosa che però non è mai stata incentivata dalle amministrazioni stesse, che sistematicamente scendono in piazza al momento delle tornate elettorali per poi ritornare a chiudersi nei loro luoghi di potere dove elaborano scelte politiche come questa sulla quale stiamo discutendo.

      Idealmente il confronto sarebbe una conquista la cui portata può essere equiparata alla liberta di espressione ed alla democrazia.

      Una democrazia senza confronto porta ad regime di oligarchia: i soliti pochi decidono sulle spalle degli altri.

      La scelta di vendere le scuole era paventata da tempo ma mai pubblicamente dichiarata proprio per evitare un confronto che potesse mettere il bastone fra le ruote alle decisioni politiche dell’amministrazione comunale ed ora torna alla ribarta della cronaca a poche ore dall’approvazione del bilancio in consiglio comunale.

      Oltretutto proprio in coincidenza con le solenni celebrazioni della Settimana Santa. Come si crea un costruttivo confronto in queste condizioni?

      Commento di Stefano — 24 marzo 2005 @ 2:20

    7. Io insisto: un confronto lo si crea confontandosi vis à vis. Esistono diverrse persone che la pensano allo stesso modo?
      Siete soltanto in due oppure è uno solo? bene, si chiede un appuntamento al sindaco e ci si va con un documento. Pasqua o non pasqua. Si parla, si confrontano le opinioni, si ascolta e si parla… Dopodichè si tirano le conclusioni. Questa e soprattutto questa è democrazia, un confronto dialettico su posizioni diverse per vedere se è possibile una sintesi di pensiero. E comunque e a parte tutto, mi sembra molto positivo che dei giovani (credo che siate tutti molto giovani) si pongano interrogativi e problematiche di questo tenore, soprattutto in questo momento in cui porsi dei problemi “pubblici” sembra sempre più un’eccezione nel panorama dell’appiattimento intellettuale e politico che incombe su tutti.

      Commento di Paolo Sorcinelli — 24 marzo 2005 @ 11:45

    8. Di persone, posso confermare, ce ne sono diverse, purtroppo il limite di questo strumento informatico è rappresentato dalla barriera tecnologica che non permette a tutti i cittadini cerasani di espiremere il proprio pensiero in questo spazio.

      Chiarisco che non ho neanche la pretesa che questo sia l’unico luogo deputato per il dibatto sull’operato dell’amministrazione comunale di San Costanzo, ma considero interessante e sicuramente incoraggiante che tutti coloro che hanno partecipato all’iniziativa lo hanno fatto in modo costruttivo (trascurando la libera scelta di alcuni di rimanere nell’anonimato, anche se tanto anonimato non lo è visto che a Cerasa ci conosciamo un pò tutti).

      Sicuramente il suo suggerimento rappresenta una probabile via per ribadire in modo concreto questi discorsi virtuali e mi auguro che ci sia ancora tempo per una azione del genere.

      Questo augurio “dubbioso” è legato al fatto che la mia poca esperienza politica mi porta a considerare definitiva la discussione a cui ho assistito questa sera in Consiglio Comunale, dove è stata indicata anche la destinazione dei fondi derivanti dalla vendita delle ex-scuole all’ICAP: l’acquisto di un capannone nella zona industriale di San Costanzo da destinare a depostito documentale e archivio.

      Non si può vendere un edificio che ha una valenza identificativa per la comunità cerasana per acquistare un capannone: questa per me è una vera sconfitta politica di coloro che si trovano a rappresentare le esigenze del paese nella istituzione municipale.

      Per ora sono, ancor più esterefatto e nutro qualche perplessità sulla possibilità di un confronto che possa ripristinare ciò che per ora sembra un grave errore, ma spero vivamente di sbagliarmi.

      La delusione iniziale continua.

      PS: anche se ancora mi considero giovane, forse l’espressione più corretta è “giovane avanzato” :-)

      Commento di Stefano — 25 marzo 2005 @ 1:25

    9. Buona Pasqua a tutti !
      leggo con rinnovato entusiasmo questo blog.
      Come sapete sono Marco Gasparini, futuro residente di Cerasa (a luglio 2006), geometra e giornalista, mi sono interessato della vicenda oggetto di questo blog sulla quale non voglio rientrare visto che a detta di qualcuno chi non è di Cerasa non dovrebbe piu’ di un tanto immischiarsi. Comunque io volevo solo sognare un paese dove il dialogo rispettoso e costruttivo possa far crescere la collettività. Per me la politica è servizio al di fuori di ogni logica di Partito, e questo lo dico alla luce della mia esperienza personale dentro e fuori dei partiti.
      Auguro a tutti una Pasqua Buona, una pasqua cioe’ dove possiamo ricordare che il senso del vivere è cosa ben piu’ alta di una discussione, per questo con serenità e grande amore verso tutti sull’esempio di Gesù possiamo scambiarci il segno della Pace in nome dell’umanità che ci lega insieme come figli dello stesso Dio.
      Auguri di cuore !

      Commento di MG — 25 marzo 2005 @ 10:31

    10. Sono uno dei colpevoli della delusione politica di Stefano. Tornando alla delusione politica di Stefano quel venduti virgolettato sembra più destinato alla mia persona che alla collocazione politica, S.D. che abita non lontano da me sa che io non compro e non vendo sopratutto in politica. Tornando alla scuola se la ragione della vendita fosse economica pensate veramente che avremmo venduto all’IACP? Non sarebbe stato meglio vendere al privato e ricavarne così una cifra maggiore? Se non è successo e solamente perchè si e voluto mantenere quel minimo di sociale alla destinazione dell’immobile. Il dire che la scuola ha una valenza di aggregazione potrebbe essere vera se lo stabile fosse frequentato in maniera assidua da svariati gruppi di persone cosa che non mi risulta anzi so di postazioni internet rimaste deserte e alla fine disdette dalla società sportiva perchè per mesi non si e fatto vedere nessuno, società sportiva che è l’unica ad occupare uno spazio fisso e che nell’attimo in cui IACP inizierà i lavori troverà allocazione nella struttura di prossima costruzione a ridosso della scuola materna. Far credere poi che la nuova struttura sia decentrata e lontana dal centro abitato come si e detto ieri sera in consiglio comunale mi sembra proprio un paradosso se 250 metri in linea d’aria sono una distanza insormontabile per qualcuno fatemelo sapere. La verità è che quello stabile sarebbe andato in malora nel giro di qualche anno perchè come ben sapete l’amministrazione comunale non ha fondi necessari per ristrutturare uno stabile di quelle dimensioni. Quale scelta poteva rimanere di fronte alla prospettiva di un degrado progressivo se non quella di mettere in mano ad un altro ente pubblico lo stabile. Dovresti altresi’ricordardi che la mia presenza in amministrazione e dovuta al fatto che non si sarebbe presentato nessuno per Cerasa puoi ben capire quale è lo stato d’ animo di chi sarebbe potuto stare tranquillamente seduto in poltrone a vedere come andava a finire piuttosto che ritrovarmi in mezzo a un bailamme di questo genere ma la mia natura mi porta a decidere e non a temporeggiare e se ho sbagliato mi assumerò le mie responsabilità d’altronde in consiglio comunale già mi sono dato del pollo d’allevamento da solo perchè momentaneamente l’unico errore che mi riconosco è quello di essermi fatto sfilare di mano tutti gli euro della vendita della scuola. Ho scritto queste righe con grande difficoltà e nell’arco di quattro ore rubando spazi di alcuni minuti al lavoro perciò se qualche ragionamento non fila rileggetele più di una volta. Dimenticavo se conosci bene l’etimologia della parola oligarca dillo a qualcun altro. Non contracambio gli auguri perchè non sono abbastanza sereno per poterli fare e siccome non sono un ipocrita vi lascio con un salomonico ciao p.b.

      Commento di Paolo Bevilacqua — 25 marzo 2005 @ 5:19

    11. Premetto questa mia risposta precisando che mi sono preso il premesso di omettere alcune parti di alcuni commenti in quanto toccavano questioni personali e non prettamente inerenti all’argomento trattato, cercando comunque di mantenere integro il significato dei messaggi.

      Avevo il timore che ci poteva essere un potenziale rischio di degenerazione della discussione per gli aspetti sentimentali che questo argomento porta e che mi sarei dovuto prendere questo onere.

      Aggiungo che mi riservo di esercitare questo diritto con tutti quei contributi che personalemente riterrò non opportuni, proprio a salvaguardia di una civile disucussione. Chi non accetta questa regola è libero di navigare per altri siti e ritenere queste parole prive di una qualsiasi valenza.

      Ciao Paolo,

      Parto dal significato delle virgolette che ti hanno colpito precisando che erano state proprio messe per indicare che il significato di quel termine, in quel contesto, esaulava da ogni aspetto venale-economico con il quale viene usato comunemente per indicare uno scambio di denaro e tanto meno voleva essere indicato alla tua persona, ma più generalmente a quel modo di fare che comunemente viene percepito quando una persona cerca di portare sulle proprie argomentazioni un’altra (la campagna elettorale è fatta per questo): anche io in questo momento mi stò “vendendo”. Ti chiedo comunque scusa per il fraintendimento che spero di aver chiarito con questa precisazione.

      Per il resto posso dirti che quanto affermi sono legittime argomentazioni alla scelta politica di vendere all’IACP, di cui innegabilmente chi la stà attuando se ne assume la responsabilità. Resta il fatto che tale scelta non trova un pieno assenso da parte di tutte le persone che per vari motivi sono legate ai comuni ricordi che l’ubicazione e destinazione sociale di quello stabile suscita.

      Lo stesso intervento del Prof.Sorcinelli suggerisce una alternativa alla scelta di destinare tutto lo stabile a fini residenziali: probabilemente posso immaginare che se la scelta fosse stata quella di lasciare una destinazione sociale all’edificio e ridurre a 4 gli appartamenti residenziali, questa sarebbe stata più apprezzata da tutta la comunità e potenzialmente non avrebbe generato tutto questo.

      L’attuale utilizzo da te riepilogato è senz’altro veritiero, come ritengo che sia veritiera l’affermazione che senza una scelta la prospettiva del degrado progressivo era quella più probabile, ma non va dimenticata l’utilità sociale delle attività da te riepilogate. L’ASC Cerasa non è una azienda di formazione professionale ed il fatto di aver raccolto 30 adesioni all’iniziativa dei corsi di alfabetizzazione informatica penso può essere considerato in modo positivo e non un’appiglio per giustificare l’alienazione. Anche in questo caso la valutazione economica dell’iniziativa non rende merito alle finalità di aggregazione sociale della stessa. Come dimostra la citazione che la carta stampata ha avuto per questo blog, il futuro riserverà sempre più importanza agli aspetti informatici della comunicazione e confronto sociale. Ritengo che l’iniziativa che citi può essere considerata all’avanguardia (ma sono di parte).

      Concludo ringraziando anche te (lo farò personalmente assieme agli auguri pasquali) per il contributo alla discussione rimanendo sempre più convinto che il confronto di punti di vista diversi è sempre costruttivo.

      Un pò meno deluso.

      Stefano

      Commento di Stefano — 25 marzo 2005 @ 7:54

    12. La vendita dell’ex edificio scolastico va al dilà di un mero significato politico o economico, ma rappresenta la privazione di una libertà, quella cioè di poter far valere la propria opinione. Basti pensare alla preseveranza con cui il sindaco sostiene la sua posizione, senza dare peso alle proteste dei cittadini. Se esistesse democrazia si dovrebbero valutare anche le alternative a questa vendita.
      Occorre che tutti i cittadini si impegnino pre far modo dhe questo atteggiamento “dittatorio” cessi immediatamente, e si torni a dare il giusto valore alle opinioni di coloro che dovrebbero essere rappresentati da questa amministrazione.

      Commento di Maurino — 25 marzo 2005 @ 9:04

    13. Ogni qualvolta si verificano degli episodi di questo genere, rimango puntualmente, non soltanto delusa, ma sconvolta!
      Sconvolta dal fatto che i miei concittadini percepiscano il nostro comune non come un’unità, ma come due (o più) entità separate: Cerasa contro San Costanzo! (o viceversa!)
      Purtroppo, riscontro questo tipo di atteggiamento sia nei Cerasani, sia nell’Amministrazione Comunale.
      Ritengo, invece, che fino a quando non riusciremo a considerare il nostro comune come una solo entità, sarà impossibile progettare e costruire un futuro migliore per tutti i cittadini.
      Finché i Cerasani e l’Amministrazione Comunale si comporteranno come due fazioni in lotta, non potrà esserci alcun dialogo costruttivo.
      Sono molto pessimista sulla possibilità che quanto da me sperato si avveri entro breve.
      Infatti, se 250 m in linea d’aria (stando alle quotazioni di Paolo è la distanza tra l’ex-scuola e la scuola materna) sembrano già una distanza insormontabile, riusciremo mai a colmare il divario di ben 5 Km che separano Cerasa da San Costanzo?

      Commento di Vittoria Patrignani — 1 aprile 2005 @ 11:28

    14. [...] che i presupposti fanno sperare. Per prepararmi al meglio mi rileggerò i commenti del primo post.

      Pingback di Pietre e Parole » Blog Archive » Opportunità di dialogo — 2 maggio 2005 @ 7:58

    15. [...] re l’ex edificio scolastico della frazione per destinarlo a finalità residenziali. Nei commenti al post iniziale, era stata suggerita la linea del dialogo, come base fondamentale di una [...]

      Pingback di Pietre e Parole » Blog Archive » Opportunità di dialogo? Proprio no! — 10 maggio 2005 @ 9:18

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