“La mia, è la scelta giusta, quella che mi permette la sera di andare a letto con il cuore in pace”
Sindaco del comune di San Costanzo, 9 maggio 2004 ore 23:00 circa
Dall’opportunità di dialogo, che mi auspicavo si concretizzasse ieri sera, mi è rimasta in mente l’ultima affermazione del Sindaco con la quale ha ritenuto opportuno rispondere alle argomentazioni di una nutrita parte dei cittadini di Cerasa che dissentono nei confronti della scelta di alienare l’ex edificio scolastico della frazione per destinarlo a finalità residenziali.
Nei commenti al post iniziale, era stata suggerita la linea del dialogo, come base fondamentale di una democrazia, dove la dialettica su punti di vista diversi rappresenta la strada per individuare una sintesi di pensiero che tenga conto delle esigenze delle parti chiamate in causa.
Ma l’affermazione conclusiva, dopo due ore di confronto animato ma anche corretto e rispettoso, durante le quali la cittadinanza ha espresso le sue perplessità sulle conseguenze della scelta sulla valorizzazione del centro storico della frazione, argomentandole con riferimenti normativi e principi tecnici-urbanistici, impartisce un duro colpo al mio convincimento della possibilità di dialogo con chi si occupa di politica.
Non si può scegliere di alienare un bene pubblico per “l’opportunità offerta da un piccolo disavanzo di bilancio che gli IACP avevano a disposizione nel mese di dicembre dello scorso anno, una opportunità che andava colta al volo” e calpestare i principi di democrazia concedendo una opportunità di confronto in pubblica assemblea 6 mesi dopo e soltanto in risposta ad una petizione firmata da più di 150 persone, iniziativa comunque promossa dalla cittadinanza.
Potrebbe sembrare esagerato parlare di democrazia tradita, ma tale affermazione vuole essere provocatoria, oltre che rendere merito alle persone, non avvezze ai metodi della politica, che ieri sera hanno costruttivamente delineato un punto di vista diverso da quello della giunta comunale sulla questione, dando dimostrazione che la voglia di dialogo nella società civile è presente.
E’ stato bello scoprire che, senza che fosse stata preparata una linea comune, la maggior parte delle persone si sono ritrovate a difendere gli stessi principi. Ciò mi conforta e colpisce i soliti luoghi comuni del tipo “ognuno pensa al proprio orticello…”