Sinonimi inesatti
Sempre più si parla di tecnologia, di internet e di cultura informatica, ma ci sono ancora giornalisti che continuano a scambiare lucciole per lanterne quando trattano questi argomenti.
Leggendo quanto scritto da Luca, sul contenuto dell’articolo di Repubblica sul fatto di cronaca avvenuto ieri a Bologna, mi è tornato in mente un articolo apparso sul sito di Panorama più di tre anni fa dove l’autore proponeva una sua analisi, alquanto sconcertante, sui sistemi di sicurezza informatica (me lo sto rileggendo e devo dire che mantiene intatte le sue qualità esilaranti). L’accostamento che mi son permesso di fare non riguarda i fatti narrati, ma le inesattezze informatiche che questi articoli riportano, di cui il secondo tuttora ne rappresenta l’apice.
Come in questo caso, in cui si ritiene che il termine blog non sia adeguato per indicare i siti personali gestiti dai protagonisti della vicenda, già altre volte mi sono imbattuto nella lettura di articoli, riguardanti fatti di cronaca interessati da aspetti informatici, in cui la fa da padrone l’errato utilizzo del termine ‘hacker‘ al posto di ‘cracker’.
Se consideriamo come sia ormai consolidato il fatto che il termine ‘hacker’ indica un criminale informatico, ne consegue che il timore di vedere utilizzato il termine blog come sinonimo di sito personale è più che fondato, purtroppo a discapito della correttezza della informazione.